24 May, 2010

Cambiamenti

Più le cose cambiano, più rimangono identiche.
Non ricordo che sia stato il primo a dirlo, probabilmente Shakespeare, o forse Sting, ma al momento è la frase che descrive meglio il mio grave difetto, la mia incapacità di cambiare. Non credo di essere solo in questo, più conosco gli altri, più mi rendo conto che è un difetto molto comune. Rimanere esattamente gli stessi, il più a lungo possibile, immobili, in qualche modo ti fa star meglio, e se soffri almeno il dolore ti è familiare. Perché se tu spiccassi quel salto, uscissi dal guscio, facessi qualcosa di imprevisto, chissà quale altro dolore potrebbe attenderti là fuori. E probabile che possa essere anche peggio, perciò mantieni lo status quo, scegli la strada già battuta che non sembra poi così malvagia, non per quanto riguarda i difetti, almeno: non ti droghi, non uccidi nessuno, eccetto, magari, un pochino te stesso.
Quando poi finalmente cambiamo, non credo che avvenga come un terremoto o un’esplosione, quando all’improvviso tutto diventa completamente diverso; penso che sia quasi impercettibile, qual genere di cose che la maggior parte delle persone nemmeno nota, a meno che non ti osservi molto da vicino, e che grazie al Cielo, non fa mai. Però te ne accorgi tu, dentro di te quel cambiamento sembra una rivoluzione e tu speri che lo sia, che per sempre sarai quella persona e che non dovrai cambiare mai più.

Everwood

Si ringrazia Cicia da cui è stato preso in prestito l’articolo (con consenso).

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